Estate, tempo di vacanze e di mare. Quest’anno più degli altri, causa blocco sui viaggi internazionali dovuti al Covid19, il milanese imbruttito si è spostato verso le spiagge del sud Italia: Sicilia, Calabria, Cilento e Salento (che spesso l’imbruttito confonde).

Tutto bene se non fosse che dalle cronache sembra essere emerso un importante contrasto sociologico.

Da alcuni episodi riportati dai quotidiani sembra di evincere che l’imbruttito padano, ampiamente influenzato dalle culture nord europee che esaltano il modello “gender fluid”, si sia indignato nel trovare una cultura diversa.

Nel sud del nostro paese infatti è ancora viva una tradizione millenaria che considera la famiglia tradizionale come fulcro della vita. Un uomo ed una donna con precisi ruoli e responsabilità che crescono figli in un clima di lealtà, fedeltà e rispetto reciproco.

Il milanese ed il padano imbruttito si sentono però estranei a coercizioni di questo tipo e tendono a vivere la loro sessualità in maniera differente.

Nessuno nega a loro questo diritto, anzi molti politici hanno cavalcato l’onda facendo approvare normative specifiche per il riconoscimento di questi diritti.

Quindi dove sorge il problema? Perché questa ironia nei confronti del povero imbruttito?

Il sospetto è che, nei casi citati dalla cronaca, gli attori non solo si siano sentiti in diritto di esercitare le liberamente le loro pulsioni sessuali, ma si siano presi la briga di farlo pubblicamente imitando involontariamente il comportamento degli scimpanzé Bonobo.

L’essere umano si distingue da questo primate perché consuma i rapporti a porte chiuse: persino il periodo fertile della donna è celato biologicamente.

L’imbruttito alternativo dovrebbe rispettare la cultura e le tradizioni delle nostre regioni e dovrebbe tollerare un modello di unione che, ancora ad oggi, è l’unico a consentire la continuità della specie umana.

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